Gioconda Cilio - Ritagli di Stampa

"Gioconda ha una voce veramente pura e controllata. A volte da l’impressione che venga da Billie Holiday, e volte sembra come se fosse cresciuta cantando musica araba e qualche volta Mahler."
Greg Taylor, Amazon.com

“Miss Cilio ha un stile vocale caldo ed intenso (…)
Esecuzioni sbalorditive.”
Stan Woolley, Jazz Journal International

"Una voce unica e nuova”.

Robert Jannapollo, Cadence

“Gioconda Cilio mostra qui le qualità di una diva del jazz dalla voce autentica e potente. Può sussurrare, può essere “crooner”, può urlare – ed è tutto bellissimo. La sua gamma d’espressione e la scelta del repertorio è superba, leggermente tendente verso Billie Holiday, che è chiaramente una delle sue ispirazioni.”
Robert Spencer, All About Jazz

“…La sua è una voce magnifica, con estensione e tecnica fenomenali.”
Steven A. Loewy, Cadence

“Gioconda Cilio possiede il dono di una vocalità spontanea, intensa e assolutamente in sintonia con i modi dell’inprovvisazione afroamericana.”
Gigi Razete, L’Ora

“(…) Vui durmiti ancora", un tema della tradizione popolare che Gioconda Cilio interpreta con un tocco di disincantata malinconia. Impressionante è l'uso che la Cilio fa della voce: in "Qazak", duetta con gli archi fino a confondersi con il timbro degli strumenti.”
Pierpaolo Faggiano, All About Jazz

“…Gioconda Cilio, centro focale del discorso musicale e scenico, presenza vibrante e duttile dotata di naturale drammaticità…”
Fabrizio Versienti, Il Manifesto

“… Non è la prima volta che Gioconda Cilio dà prova delle sue formidabili capacità espressive…”
Claudio Sessa, Musica Jazz

“… La cantante siciliana ha davvero la capacità di improvvisare come uno strumento a fiato, in maniera assolutamente naturale…”
Francesco Martinelli, Musica Jazz

“…Gioconda Cilio infatti è una vocalist unica. Per la facilità con cui attraversa i generi musicali, dal blues al jazz, al fado, fino alla musica classica e per i mille colori che riesce a dare alla sua voce, spaziando disinvoltamente fra tonalità diverse, oscillando fra timbri sostenuti e sfuggenti mormorii, arrivando perfino e modulare suoni ventricolari, vaganti, eco misteriosa di un’invisibile presenza.”
Umberto Tavolini, Corriere del Ticino